Vorrei porre alla vostra attenzione una questione che mi ha sempre affascinato. La domanda che vi pongo non è se esita una vita oltre la morte, bensì vi chiederei una riflessione sul femenomeno dell'esperienza di pre-morte (Near-Death Experience). Alcuni anni fa lessi due libri sull'argomento di un certo Raymond Moody che parlava di persone che avevano vissuto esperienze del genere. Traggo alcuni frammenti per chiarire l'argomento:
Quanto segue è stato estratto dai volumi "La vita oltre la vita", scritto dal dott. Moody e "La Morte e la Vita dopo la morte" (Ed. Mediterranee), della Dottoressa Elisabeth Kubler-Ross. Gli autori, hanno raccolto le testimonianze di persone "clinicamente morte" che, sottoposte a pratiche di rianimazione, sono tornate a vivere.
Che cosa hanno provato mentre erano "morte"? Quali esperienze ci attendono nell'aldilà?
I tipi di esperienze di pre-morte
Quel che più mi ha stupito, sin da quando ho incominciato a fare queste ricerche, è stata la grande somiglianza delle varie esperienze, che tuttavia erano state vissute da individui di religione, educazione e origine diverse. Attualmente, so di 150 casi di pre-morte, e le esperienze da me esaminate possono venir raggruppate in tre distinte categorie:
1. Le esperienze di persone tornate alla vita dopo essere state credute, ritenute o dichiarate clinicamente morte dai loro medici.
2. Le esperienze di persone che, durante incidenti o ferite o malattie gravi, sono andate vicine alla morte fisica.
3. Le esperienze di persone che, al momento della morte, hanno parlato ad altre persone presenti. Queste, in seguito, sono venute a riferirmene.
Gli aspetti comuni delle esperienze di pre-morte
Le circostanze che accompagnano l'immediata vicinanza con la morte sono assai diverse tra loro, e diverse le persone che hanno conosciuto tali esperienze, ma è stupefacente la somiglianza delle esperienze di pre-morte in quanto tali. L'analogia dei diversi resoconti è infatti tale da permettere l'individuazione dei seguenti elementi comuni, nell'ordine nel quale abitualmente si presentano.
Un uomo sta morendo e, nel momento in cui ha raggiunto l'acme della sofferenza fisica, sente dalle parole del dottore di essere clinicamente morto. Avverte allora un rumore sgradevole, come un tintinnio o un ronzio, e contemporaneamente sente di muoversi con estrema rapidità lungo una galleria buia. Giunto al termine, avverte improvvisamente di essere uscito dal proprio corpo, ma di trovarsi ancora nell'ambiente in cui si trovava prima e vede in lontananza il suo stesso corpo, come se egli fosse soltanto uno spettatore. Da quella posizione privilegiata osserva gli eventuali tentativi di rianimazione e prova un senso di sconvolgimento emotivo.
Dopo breve tempo, si riprende e si abitua alla sua strana condizione. Avverte di avere ancora un "corpo", ma di una natura assai diversa e dotato di poteri assai diversi da quelli del corpo fisico che ha lasciato dietro di sé. Cominciano allora ad accadere altre cose. Altri individui gli si fanno vicino per aiutarlo. Scorge gli spiriti di parenti e amici già morti e gli appare uno spirito di amore come egli non ha conosciuto mai: un Essere di luce.
Questo Essere gli rivolge, senza parole, una domanda che lo esorta a valutare la propria vita, e lo aiuta mostrandogli, come in un playback, gli avvenimenti più importanti della sua esistenza.
A un tratto si trova vicino a una barriera, o a un confine, che sembra rappresentare la divisione tra la vita terrena e l'altra vita. E tuttavia sente di dover tornare sulla terra, sente che non è ancora giunto per lui il momento della morte. Tenta di opporsi perché è ormai affascinato dall'altra vita e non vuole tornare in questa. È sopraffatto da intensi sentimenti di gioia, amore e pace. Tuttavia si riunisce in qualche modo al suo corpo fisico e torna alla vita.
Più tardi tenta di riferire ad altri la sua esperienza, ma gli riesce difficile farlo. Non trova parole umane capaci di descrivere quegli episodi non terreni. Scopre inoltre che gli altri non lo prendono sul serio e rinuncia a parlare. Ma l'esperienza conosciuta segna la sua esistenza, in particolare le sue opinioni sulla morte e il suo rapporto con la vita.
P.S. Qualcuno di voi ne ha già sentito parlare? Conosce esperienze simili in prima persona o indirettamente da altri...insomma spero che abbiate qualcosa di interessante da postare...opinioni, commenti, esperienze...quello che vi va!!
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quello che vi va!!





Micetto
, non metto in dubbio i resoconti che le persone fanno riguardo a quello che dicono di aver vissuto, quello che mi viene da pensare è alle miriadi di persone che hanno anche vissuto esperienze di pre-morte e non hanno 'visto' nulla.. e, sempre queste, una volta 'ritornati' a vita terrena, dichiarano anche essi di non avere più paura della morte, di essere sereni e, in un certo senso, di avere capito il senso della vita. Perchè dunque non capita a tutti coloro che "vivono" questa esperienza? Quello che voglio dire è che se la morte è l'unica cosa finora certa del 'reale' e degli esseri viventi , e se queste esperienze, così come raccolte da Moody, siano strettamente legate alla morte, allora perchè non sono tutti a passarci (dal tunnel)?