TI docente coordinatore della classe II A di'una scuola secondaria di I grado si rivolge allo psicologo
scolastico poiché Lorenzo, alunno di 12 anni, manifesta un sempre più limitato autocontrollo
emotivo e comportamentale: aggredisce fisicamente e verbalmente i compagni; agisce di
prepotenza, rubando merende o soldi da tasche e zaini e minacciando ritorsioni in caso di ribellione
o di denuncia; ride sonoramente durante le lezioni, distraendo continuamente l'attenzione di tutti;
provoca volontariamente danni a oggetti e luoghi (la classe e i bagni sono i suoi bersagli preferiti).
Negli ultimi tempi inoltre accade spesso che Lorenzo marini la scuola e sia visto gironzolare nei
dintorni. TI ragazzo era già stato segnalato dalle insegnanti della scuola primaria che in V
elementare l'avevano sorpreso in giardino, durante la ricreazione - che spesso trascorreva in modo
solitario - ad appiccare il fuoco alla coda delle lucertole. Convocati a scuola, i genitori di Lorenzo,
pur dichiarandosi disposti a collaborare, avevano minimizzato sia il valore dell'episodio che la
necessità di sostenere la crescita emotivo-relazionale di Lorenzo.
Sulla base di quanto sopra esposto, il/la candidatola indichi:
a) l'ipotesi diagnostica, motivandola;
b) la diagnosi differenziale;
c) le caratteristiche dell'intervento da attuare, specificandone la metodologia, le priorità, i luoghi
elettivi, gli strumenti da utilizzare e le persone da coinvolgere;
d) l'utilità o meno di interventi in rete e dell'apporto di altre figure professionali.
COME RISPONDERESTE?







Rispondi citando
ho provato a farlo anche io poco fa... 

