ciao a tutti.
Circa due anni fa intrecciai una stretta amicizia con un mio collega. Ci trovammo in sintonia da subito, parlavamo ore e ore, ci confidavamo subito.
Fin da subito sembra che ci conoscevamo da sempre.
Dopo alcuni mesi l'amicizia prese una strana piega: sempre più spesso, da parte sua, incominciarono ad essere atteggiamenti sempre più affettuosi, carezze e avvicinamenti.
E la cosa mi piaceva....
Unico neo.....è sposato.
Premetto che l'unica cosa che mi ha sempre frenato è stato questo suo stato sentimentale.....perchè l'attrazione nei suoi confronti è sempre stata pazzesca.
Poi un giorno, per caso, scopro che sua moglie è incinta: lui non mi aveva detto nulla, e credo che non me lo avesse mai detto, visto che la sua reazione ai miei auguri sono state una specie di scuse....
Dopo questo per un po' non ci siamo sentiti, quasi volesse farmi metabolizzare la notizia, per poi tornare alla carica dopo un paio di mesi.
Battutine piccanti, frasi più o meno esplicite, fino ad arrivare a veri e proprio "approcci" e a proposte che poco lasciavano all'immaginazione.
Preciso che a tutto questo non è mai corrisposto nulla di concreto, un po' per il mio tirarmi indietro, un po' per occasioni "disdette".
Ma la voglia c'era da entrambi, quasi la sua situazione sentimentale non esistesse più, quasi il non parlarne equivalesse a non "esiste".
E ogni tirarsi indietro era una delusione, un colpo al cuore. Si scappava per ricercarsi, il tutto alimentato da una "sottile" gelosia reciproca.
E i miei sensi di colpa "archiviati" in un angolo, dietro alla mia autoconvinzione che per una volta nella vita avrei dovuto essere egoista, cogliere l'attimo e cercare quei 5 minuti di felicità che tante delusioni mi impedivano d'avere.
Giuro che aspettavo solo lui, solo di averlo davanti.
Poi il magico mondo di internet mi ha portato con i piedi per terra: ho visto per la prima volta la foto di sua figlia.
Dopo la notizia che la moglie era incinta non avevo chiesto più nulla: ne se era nata, ne se era una femmina o un maschio...nulla. Lui non ne parlava e io non gli chiedevo. Come se quello fosse un mondo che non gli appartenesse.
Poi quella foto, quel frugolino rosa, e quel visino dolce identico al suo.
Guardo quella foto a quanto sia uguale al padre: stesso sguardo, stessi capelli, stessa espressione.
E penso a lui che mi scrive o mi dice certe "provocazioni", mentre sul desktop quello sguardo dolce lo guarda.
In un'attimo tutti i miei sensi di colpa, sepolti sotto la neve del mio egoismo sono venuti fuori, esplosi, invadendo la mia mente.
Mi sento "colpevole" per i soli pensieri fatti, per non averlo "bacchettato", non aver rimesso dei paletti, e aver "accettato" le sue provocazioni.
E ti giuro che l'unico mio desiderio oggi, è chiedergli perchè, cosa prova per me. Voglio sentirmi raccontare tutto, vorrei che mi raccontasse tutta la storia come io la sto raccontando a voi, vorrei sentirgli dire che mi desidera e perchè.
E le tutte le delusioni di cui si è reso volontariamente e involontariamente protagonista diventano più amare e più forte, perchè so che erano evitabili.
Sto male sempre più male...
E mi chiedo perchè devo stare male, perchè devo soffrire solo perchè non sono stata abbastanza brava a fargli da "babysitter"?
SI possono provare rimorsi della coscienza per solo per degli stupidi pensieri?






