So, con questo intervento, di andare OT e me ne scuso, ma volevo fare una precisazione non troppo scontata.
Hoppy, noi, in quanto donne del Sud, condividiamo tante cose, vissuti molto simili.
Ecco, io per fortuna non ho mai vissuto situazioni di guerriglia come quelle che descrivi tu: proiettili vaganti, esecuzioni in pieno centro ecc…
In questo mi reputo fortunata.
La precisazione che però volevo fare è che di Mafia ce n’è una sola, quella siciliana, le altre vengono erroneamente chiamate così, ma sono “semplici” organizzazioni criminali.
Non che questo le renda meno pericolose, anzi, ma la mafia è tutt’altra cosa, e mi spiego.
Non voglio fare lunghe digressioni storiche su come e perché nasce la mafia…ci sono delle basi storiche ben precise!
Brevemente dirò che nasce come alternativa allo Stato, uno Stato che in Sicilia non c’era mai stato.
La mafia prende in prestito valori molto forti e molto radicati nel nostro sud: l’onore, il rispetto, la famiglia.
Entrare in una Famiglia Mafiosa significava essere finalmente qualcuno, ottenere il rispetto della gente, uscire dall’ononimato, acquisire finalmente un’identità, essere qualcuno, non più “nuddu ammiscatu cu nenti” !!
Perché, vedete, all’inizio, la ricchezza, i soldi, non erano il fine, ma solo un mezzo, il mezzo per ottenere il potere e il rispetto degli altri.
Perché pensate che i grandi boss della mafia siano rimasti durante la loro latitanza nascosti nei loro paese? per controllare meglio gli affari?
No. Perché al di fuori della loro realtà, all’estero, non sarebbero stati nessuno!!
Il legame alla Famiglia è viscerale, ancor più che alla famiglia biologica.
La mafia così facendo ha creato dei legami che sono andati oltre i legami di sangue.
Una semplice organizzazione criminale non crea dei legami così forti, è solo la sete di denaro che accomuna chi ne fa parte. In Sicilia no…è qualcosa di più!!
Ed è proprio questo qualcosa che rende la Mafia così forte, così radicata, così difficile da combattere.
Vi faccio un esempio: Tommaso Buscetta, primo pentito di mafia.(prima di lui Vitale, ma venne creduto insano di mente

)
E proprio grazie alle sue rivelazioni che Falcone riuscì finalmente a comprendere molte cose.
Bene, Buscetta non può essere definito “pentito” nel vero senso della parola.
Lui non si pentì mai di quello che aveva fatto, rimase sempre e comunque “uomo d’onore”.
Decise di collaborale perché Cosa Nostra, così come era nata, non esisteva più, aveva perso i suoi valori.
I Corleonesi, infatti, avevano cominciato la loro scalata al potere, una vera e propria guerra di mafia con le famiglie storiche di Palermo, tra cui quella di Buscetta.
Uccisero senza ritegno anche donne e bambini, si dedicarono al traffico di droga per ottenere soldi facili, azioni disprezzate da Buscetta e dagli altri “uomini d’onore” come lui.
Fu questo che lo spinse a collaborare oltre che lo sterminio totale della sua famiglia!!
Buscetta non rinnegò mai il suo essere mafioso, anzi con le sue dichiarazioni lo rimarcò ancora di più!!!
Lui non si riconosceva in quello che la Mafia stava diventando con i Corleonesi.
Egli fu quindi il primo a parlare del sistema piramidale di Cosa Nostra ai cui vertici vi era e, purtroppo, vi è lo Stato!!!!
Adesso la Mafia che descriveva Buscetta non esiste più probabilmente.
Ma chissà quali forme ha assunto adesso…
Una cosa che non cambia è il legame tra essa e lo Stato!! Purtroppo.
Ok, mi fermo qui!
Questa mia lunga digressione è solo per far capire a chi non conosce la realtà Siciliana che la Mafia è un fenomeno molto più complesso di quello che si possa pensare.
E’ qualcosa che entrato dentro la cultura siciliana per questo così difficile da sradicare.
Con questo non voglio assulutamente dar valore al frequente sillogismo per cui tutti i siciliani sono mafiosi.
Per fortuna la Sicilia è fatta di TANTA gente onesta che ama la sua terra e di tanti altri che sono morti(speriamo non invano) per cercare di salvarla!!
Le vittime innocenti di tutte le mafie: NOMI E COGNOMI DA NON D.. 