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Posso sapere quali domande ti poni??
Io sono anche caratterialmente così...non c'entra la professione. Sono convinta che c'è spazio per tutti. Basta solo delimitarli bene questi spazi.....
ma io posso dare solo opinioni perchè non sono nè politico nè legislatore...
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Originalmente inviato da
Zuccherina
io che dovrei difendere i diritti umani....
faccio una domanda (seria, non sto ironizzando): perché dovresti difendere i diritti umani?
Citazione:
Penso solo che l'università di psicologia(non tutte ovviamente) prepara a scagliarvi contro figure che sono limitrofe....invece di valorizzare il lavoro d'èquipe che se fatto correttamente può produrre risultati davvero efficienti.
Mentre quel "questo compete a me!guai" non fa altro che peggiorare la condizione dell'utente.....
il lavoro di equipe è la modalità principale attraverso cui si svolge la professione dello psicologo, al giorno d'oggi. L'equipe in genere è multiprofessionale, nel senso che è costituita da tanti operatori diversi (psicologo, psichiatra, neuropsichiatra, medico specialista, assistente sociale, educatore, ecc...). Ognuno porta un contributo, creando un insieme di saperi diversi ma complementari, e la somma produce un sapere nuovo, che è più della somma dei singoli contributi
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Da professionista ti rispondo con un es: tra le attività dell' A. S c'è anche quella di intercedere presso le pubbliche amministrazioni qualunque esse siano per far riconoscere un diritto dell'essere umano in quanto tale....per es. di dare un'abitazione ad un immigrato che non avendo niente a disposizione è costretto a dormire in una capanna, ad elemosinare e a rubare.....
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Questo è solo uno dei casi limite perchè spesso non si tratta di diritti nel vero senso della parola ma di prestazioni che spontaneamente la persona richiede e che vengono date dietro corrispettivo.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Penso solo che l'università di psicologia(non tutte ovviamente) prepara a scagliarvi contro figure che sono limitrofe
:asd::asd::asd::asd:
questa mi è piaciuta!!!!!
Effettivamente io all'esame di "fondamenti dello scagliarsi contro gli altri professionisti" e "fondamenti avanzati dello scagliarsi contro gli altri professionisti" ero andata male....avevo dovuto ripetere l'esame perché troppo poco riottosa!!!!
ma per piacere zuccherina....!:tajo::tajo:
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Tu magari no...ma gli altri l'avranno superato e con la lode:asd:(è una battuta scusami!!!!)
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Tu magari no...ma gli altri l'avranno superato e con la lode:asd:(è una battuta scusami!!!!)
allora seguendo il tuo ragionamento, io leggendo i tuoi post (di assistente sociale "conosco" solo te...e peraltro sei ancora studentessa) dovrei concludere che che nella vosta facoltà vi insegnano a scagliarvi contro gli psicologi. Ti sembra un ragionamento valido?
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Beh, Zuccherina secondo me non ha tutti i torti, però non è una questione solo degli psicologi, ma quello che osserva è verissimo e riguarda più o meno tutte le professioni che si trovano a lavorare insieme. Pensate ad esempio all'eterna "rivalità" tra medici e psicologi, tra psicologi e filosofi, tra psicologi e educatori. Generalmente, medici e filosofi snobbano gli psicologi (i quali spesso si sentono medici o filosofi mancati o scimmiottano i primi e i secondi) e questi ultimi snobbano educatori e assistenti sociali (i quali, a loro volta, spesso si sentono psicologi mancati o scimmiottano gli psicologi). L'assistente sociale però mi sembra una professionalità molto più definita, per questo mi sembrano più al riparo da queste lotte di classe, non capisco però perchè stupisca la questione della difesa dei diritti umani: il loro lavoro contempla effettivamente anche questo. Personalmente ho notato un burnout degli assistenti sociali incredibile, almeno nei servizi territoriali di Milano. Il che dovrebbe quantomeno far riflettere anche loro sul fatto che all'Università sognano di salvare l'umanità disperata e disperante, poi arrivano al mondo del lavoro e cadono gli ideali, incontrano la burocrazia e finiscono loro stessi disperati e disperanti! Mi chiedo cosa dirà Zuccherina quando, fra qualche anno, spunteranno eserciti di "counsellor sociali". Ecco, io ci vedo solo grandi rischi, pescano un po' di qua e un po' di là e la mia impressione è che cerchino una via facile facile per fare gli psicosociopedaqualcosa.
Saluti,
ikaro
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caro ikaro...è vero che ci possono essere delle rivalità, ma questoriguarda proprio tutte le professioni, non sono quelle sanitarie o affini alla psicologia.
Per quanto riguarda l'assistente sociale non è proprio vero che sia una professionalità abbastanza definita. Purtroppo hovisto A.S. voler fare lo psicologo, A.S. chevolevano sostituirsi all'educatore e così via....Con questo non dico affatto che la figura dell'A.S. voglia usurpare i ruoli di tutte le altre figure, se no da casi isolati generalizzerei e sarebbe un errore (cosa purtroppo che invecefa zuccherina).
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Non mi preoccupano affatto i counsellor sociali....poichè sicuramente faranno i loro compiti che saranno molto diversi dai miei. E' impossibile che accada ciò poichè ci sarebbe una rivoluzione di massa non indifferente....e questo vale anche per i counsellor psicologici....
Purtroppo dovete rendervi conto dei vostri ruoli....possibile mai che uno psicologo chiede a me Assistente sociale se nel mio lavoro utilizzo test?:mumble:
Io credo che per lavorare in equipe bisogna anche conoscere cosa fa un professionista altro da te. E' una cosa assurda!! Come possiamo lavorare insieme se ancora ci sono queste incomprensioni??
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Io credo che per lavorare in equipe bisogna anche conoscere cosa fa un professionista altro da te.
approvo :approved:
tu lo sai cosa fa uno psicologo? non uno psicologo clinico (che è quello a cui si pensa quando si dice "psicologo", in genere), ma uno psicologo del lavoro, uno psicologo della comunicazione, scolastico, sociale, ecc?
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certo che lo so.....
forse però non mi è chiara la figura dello psicologo Junior. Vorrei capire la differenza con lo psicologo quinquennale.....
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Carozzi questo mah.....cosa significa?.....se puoi essere più eloquente a riguardo......
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Originalmente inviato da
Zuccherina
certo che lo so.....
Sono perplesso.....
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L'impressione nel leggere le tue parole è che tu abbia questo tipo di atteggiamento proprio perchè sei assistente sociale. Niente di personale, ma credo che ci vorrebbero più psicologi e meno assistenti sociali. In molti contesti il confronto tra due figure "ben distinte" potrebbe migliorare un servizio spesso approssimativo e basato su poca conoscenza di quello che tu definisci "psiche".
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Originalmente inviato da
sibilla80
L'impressione nel leggere le tue parole è che tu abbia questo tipo di atteggiamento proprio perchè sei assistente sociale. Niente di personale, ma credo che ci vorrebbero più psicologi e meno assistenti sociali. In molti contesti il confronto tra due figure "ben distinte" potrebbe migliorare un servizio spesso approssimativo e basato su poca conoscenza di quello che tu definisci "psiche".
:approved:
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Io sono per la parità in tutto!quindi il rapporto dovrebbe esse di 2/2, 4/4, 5/5 ma mai a vantaggio dell'uno o dell'altro........la psiche è importante tanto quanto il sociale!:approved:
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Esiste una psiche separata dal sociale?:mumble:
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Ma cosa vuoi che ne sappia zuccherina...è solo una provocatrice....
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Vedi in alcuni casi è rilevante la parte psicologica, in altri la parte sociale, in altri entrambi............Purtroppo non c'è una figura che si occupa di entrambi i livelli.........ad ognuno un pezzetto della realtà.
Sarebbe auspicabile lavorare in équipe per colmare le carenze delle varie professioni ma questo non sempre accade......c'è chi ritiene di saper tutto, anche la parte che non rientra nel proprio oggetto di studio specifico!
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Ma tu pensa a questa:asd: che non ha niente di meglio da fare che mettersi a scassare i maroni in un forum di psicologi:sgratt: chiedendo ironicamente la differenza fra uno psicologo "junior" e uno a lunga stagionatura...:dita:
E col pensiero rivolto al Fondatore Sigmund:lode: e alle sue brillanti intuizioni sulle nevrosi attuali:dance: che mi vien dal cuore dirti " SCOPA di più"..:ohoh::ohoh::mwahah::mwahah:
Cordialmente :manu:
InFerMo
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Perchè pensate che ogni mia domanda sia una provocazione????????Riflettete prima di dare sentenze. Ora potrei chiedervi qualsiasi cosa, il vostro giudizio non cambia. :jd:
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Penso solo che l'università di psicologia(non tutte ovviamente) prepara a scagliarvi contro figure che sono limitrofe...
questo lo dici tu zuccherina...a me non risulta.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Purtroppo dovete rendervi conto dei vostri ruoli....possibile mai che uno psicologo chiede a me Assistente sociale se nel mio lavoro utilizzo test?:mumble:
Io credo che per lavorare in equipe bisogna anche conoscere cosa fa un professionista altro da te. E' una cosa assurda!! Come possiamo lavorare insieme se ancora ci sono queste incomprensioni??
le incomprensioni possono capitare all'interno di una equipe,ma non mi sembra una cosa così grave e irreparabile...per cui qualora dovessero emergere durante un lavoro di collaborazione si discutono e si superano.
Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
la psiche è importante tanto quanto il sociale!:approved:
cosa significa?????:uhm:
non ho capito questo post...:mumble:
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rispondevo ad una affermazione secondo la quale ci vorrebbero più psicologi e meno assistenti sociali!
Forse precedentemente i toni sono stati un pochino accesi ma ultimamente da parte mia non vi è stata alcuna provocazione, anzi......
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Per Infermo: è davvero un peccato che scrivi poco sul forum, ti leggo sempre con immens piacere...
Per Zuccherina: sei una mina vagante. In un altro post ti avevo fatto una domanda specifica perchè non hai mai risposto continuando col tuo vagare senza meta nel forum...
Sai i colleghi sono incazzati perchè non riescono a capire le reali motivazioni dei tuoi discorsi. Qual è l'intenzionalità che c'è dietro?:mumble::medito:
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Io ho fatto delle domande....voi avete risposto e così via.... iniziando una discussione.....non vedo il problema.....per me e per voi!Se ciò vi urta potreste dirlo e la discussione termina.....:mano:
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Chiedo aiuto ad Infermo :asd:
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Io sono per la parità in tutto!quindi il rapporto dovrebbe esse di 2/2, 4/4, 5/5 ma mai a vantaggio dell'uno o dell'altro........la psiche è importante tanto quanto il sociale!:approved:
Tu hai una vaga idea di che cosa si intende con il termine "psiche"....bè cari colleghi psicologi, direi che io la finisco qui di leggere tutte questi luoghi comuni. Sei ancora studentessa zuccherina, giusto? E allora studia... c'è qualcuno qui che ha già finito da un pezzo e che di esperienze ne ha già fatte, sicuramente più di te. Un'ultima cosa, in merito alla tua considerazione sul rapporto 2/2, 4/4...credo che questo rapporto dovrebbe essere molto diverso, allora le cose potrebbero andare decisamente in altre direzioni. Buona continuazione.
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riprendo questo post vecchissimo perchè purtroppo è sempre molto attuale...capisco la necessità di scovare nuovi campi occupazionali per gli psicologi ma temo si stia un po' esagerando.. psicologia urbana/del traffico, proliferazione dei disturbi di apprendimento, psicologia dell'invecchiamento(n.b. distinta dalla neuropsicologia di disturbi degenerativi), psicologia della musica etc (e mi risparmio il commento sul proliferare degli indirizzi delle scuole di psicoterapia) ..... a volte mi pento di appartenere a una categoria così poco seria, più intenta a criticare altre professioni e a difendere dei presunti confini della propria attività (salvo poi allargarli a dismisura per far proliferare i propri corsi-master-seminari)
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Ciao Zuccherina,
a livello di epistemologia: non c'è una realtà psicologica che non sia sociale, la tua divisione in due è artificiosa. Si pensi alla psicologia culturale, o a Watzlawick che afferma una non separabilità tra persona e contesto...o andando ancora più lontano a Vygotskij. Si pensi a Bateson e alla psicologia ecologica, al concetto di artefatto e di cultura
a livello professionale: attenzione a non confondere la figura della psicologo con lo psicologo clinico. Esistono molti campi d'applicazione della psicologia oltre a quello clinico, uno di quelli principali trovo sia il campo del lavoro... non lasciamo questo campo in mano a guru o a pratiche di vario tipo vicine allo sciamanesimo o a teorie pseudo-psicologiche.
Può innervosirti il fatto che si facciano convegni con titoli come "psicologia del vino" o altro... Tecnicamente lo psicologo si occupa anche di sociale, di contesti, di gruppi e lo fa su basi di cento anni di ricerca non sulla base di onnipotenza varia.
Lo psicologo del lavoro si può occupare di molte cose tecniche all'interno del lavoro, che senza conoscenze di psicologia sociale lasciano spazio a figure professionali che applicano generalmente la stessa ricetta a tutte le situazioni...quella suggerita dal guru di turno che gli ha fatto il corso di formazione
Lo psicologo non si occupa solo della persona singola, per il semplice fatto che è artificioso separare una persona dal contesto in cui vive,
se hai incontrato persone che si ritengono onnipotenti probabilmente hai conosciuto persone che di psicologia sanno ben poco, personalmente più mi addentro nello studio più mi rendo conto della difficoltà della conoscenza della persona
Io credo che di psicologia di tutto non solo si possa parlare, ma si debba parlare, dal momento che persone e contesti non sono isolabili, e sarebbe sbagliato pensare a una persona separata dal contesto non solo fisico, ma anche simbolico. Il fatto che tu divida a metà individuale e sociale come se ci si possa occupare "isolatamente di" i fa capire che probabilmente devi ancora fare le ossa su cosa significhi lavorare con le persone
Poi se la tua critica si ferma ad alcuni professionisti che usano l'etichetta "psicologia" con qualunque pretesto pur di avvalorare un proprio corso di formazione ok, ci siamo, ma la psicologia non può che occuparsi di tutto.
Anche il computer che stai usando ora per leggere quello che scrivo e magari per rispondere media la nostra comunicazione, così come il fatto che tu sia su opsonline fa trovare te in un contesto fisico, ma anche in contesto virtuale costituito ad esempio dai nostri avatar, nickname dalle quali potresti dedurre qualcosa sulle persone che scrivono, o dalla barra di reputazione che è legata allo status digitale in un forum
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ciao ho ripreso io questo vecchio post... qui non si sta parlando di campi che tradizionalmente rientrano nella psicologia (sociale, lavoro) ...qui si sta parlando di "argomenti" sempre più campati in aria.... psicologia del traffico????
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ortoressia "fissazione" di mangiare cibi sani????
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Originalmente inviato da
agoràonlus
riprendo questo post vecchissimo perchè purtroppo è sempre molto attuale...capisco la necessità di scovare nuovi campi occupazionali per gli psicologi ma temo si stia un po' esagerando.. psicologia urbana/del traffico, proliferazione dei disturbi di apprendimento, psicologia dell'invecchiamento(n.b. distinta dalla neuropsicologia di disturbi degenerativi), psicologia della musica etc (e mi risparmio il commento sul proliferare degli indirizzi delle scuole di psicoterapia) ..... a volte mi pento di appartenere a una categoria così poco seria, più intenta a criticare altre professioni e a difendere dei presunti confini della propria attività (salvo poi allargarli a dismisura per far proliferare i propri corsi-master-seminari)
bè, la psicologia della musica è una sottoarea della psicologia dell'arte, che ha una storia lunga e specifica (nasce dalla teoria delle onde sonore di Von Helmoltz). Così tutte le altre applicazioni della psicologia hanno la loro ragione di esistere. Che poi tu non le conosca è un problema tuo (mi ci metto anche io perché ci sono tante cose della psicologia che non conosco). La psicologia dell'invecchiamento evidentemente si occuperà di aspetti che esulano dalla neuropsicologia di disturbi degenerativi perché, appunto, invecchiare comporta un adattamento da un punto di vista psicologico che non è per forza patologico (non a caso esiste la psicologia del ciclo di vita, in cui l'invecchiamento viene visto come un processo complesso e che comporta una serie di adattamenti a volte difficili...così come per ogni fase della vita).
E' del tutto legittimo che la psicologia venga applicata a tutti questi argoemnti.
Al limite la critica potrebbe essere rivolta all'applicazione delle consocenze acquisite in questi settori: ad esempio le scoperte della psicologia dell'invecchiamento, non è detto che possano applicare solo gli psicologi, ma anche altre figurae che si prendono cura delle persone anziane. Ma questo è un altro discorso, e riguarda la FIGURA dello psicologo, e non gli ambiti di studio della PSICOLOGIA
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e allora rassegnamoci ad essere considerati degli pseudo-scienziati, dei venditori di fumo. quale altra scienza si occupa di TUTTO?
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agoràonlus
e allora rassegnamoci ad essere considerati degli pseudo-scienziati, dei venditori di fumo. quale altra scienza si occupa di TUTTO?
La psicologia non si occupa di tutto, Agorà. Per niente.
Si occupa dei processi cognitivi, emotivi e relazionali, e delle loro implicazioni sul comportamento umano. Di questo, di tutto questo, e di null'altro.
Quindi, sì, si occupa di cosa succede ad una mente nelle sue fasi iniziali di sviluppo normale e patologico (ad es., disturbi dell'apprendimento). Si occupa delle sue fasi finali, normali e patologiche (ad es., degenerazioni neurocognitive, ma anche adattamento alla perdita di autonomia).
Non confondiamo l'eterogeneità con la confusione. Una disciplina può essere anche molto eterogenea nei temi e nei metodi, ma non per questo "confusa" o "tuttologica".
Anche l'economia e gli economisti si occupano di temi molto diversi: dal marketing, alla verifica di bilancio di una multinazionale. Dai derivati finanziari esotici, al diritto societario.Dalla politica monetaria di una nazione, allo studio dei flussi logistici delle materie prime.
Argomenti diversissimi, in ambiti diversissimi, connessi ad altre - diversissime - discipline, con metodi diversissimi l'una dall'altra. Eppure, l'economia non è "una pseudoscienza che si vuole occupare di tutto".
E' una scienza, che si occupa appunto di tutto quello che le compete. Nulla di più, nulla di meno. Idem per la psicologia.
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Dispodaspo
La psicologia non si occupa di tutto, Agorà. Per niente.
Si occupa dei processi cognitivi, emotivi e relazionali, e delle loro implicazioni sul comportamento umano. Di questo, di tutto questo, e di null'altro.
Quindi, sì, si occupa di cosa succede ad una mente nelle sue fasi iniziali di sviluppo normale e patologico (ad es., disturbi dell'apprendimento). Si occupa delle sue fasi finali, normali e patologiche (ad es., degenerazioni neurocognitive, ma anche adattamento alla perdita di autonomia).
Non confondiamo l'eterogeneità con la confusione. Una disciplina può essere anche molto eterogenea nei temi e nei metodi, ma non per questo "confusa" o "tuttologica".
Anche l'economia e gli economisti si occupano di temi molto diversi: dal marketing, alla verifica di bilancio di una multinazionale. Dai derivati finanziari esotici, al diritto societario.Dalla politica monetaria di una nazione, allo studio dei flussi logistici delle materie prime.
Argomenti diversissimi, in ambiti diversissimi, connessi ad altre - diversissime - discipline, con metodi diversissimi l'una dall'altra. Eppure, l'economia non è "una pseudoscienza che si vuole occupare di tutto".
E' una scienza, che si occupa appunto di tutto quello che le compete. Nulla di più, nulla di meno. Idem per la psicologia.
Attenzione il mio "di tutto" non significa che si occupa di qualunque cosa studiabile, sto solo dicendo che è artificioso separare persona e contesto nell'analisi dei fatti
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Originalmente inviato da
Dispodaspo
La psicologia non si occupa di tutto, Agorà. Per niente.
Si occupa dei processi cognitivi, emotivi e relazionali, e delle loro implicazioni sul comportamento umano. Di questo, di tutto questo, e di null'altro.
Quindi, sì, si occupa di cosa succede ad una mente nelle sue fasi iniziali di sviluppo normale e patologico (ad es., disturbi dell'apprendimento). Si occupa delle sue fasi finali, normali e patologiche (ad es., degenerazioni neurocognitive, ma anche adattamento alla perdita di autonomia).
Non confondiamo l'eterogeneità con la confusione. Una disciplina può essere anche molto eterogenea nei temi e nei metodi, ma non per questo "confusa" o "tuttologica".
Anche l'economia e gli economisti si occupano di temi molto diversi: dal marketing, alla verifica di bilancio di una multinazionale. Dai derivati finanziari esotici, al diritto societario.Dalla politica monetaria di una nazione, allo studio dei flussi logistici delle materie prime.
Argomenti diversissimi, in ambiti diversissimi, connessi ad altre - diversissime - discipline, con metodi diversissimi l'una dall'altra. Eppure, l'economia non è "una pseudoscienza che si vuole occupare di tutto".
E' una scienza, che si occupa appunto di tutto quello che le compete. Nulla di più, nulla di meno. Idem per la psicologia.
piccolo dettaglio : un economista specializzato in uno dei campi che tu hai citato secondo te gode della stessa considerazione e della stessa spendibilità sul mercato del lavoro di uno psicologo dell'arte? inoltre tendenzialmente uno psicologo si occupa sempre di più cose contemporaneamente (sappiamo tutti che volenti o nolenti è così soprattutto all'inizio) mentre un economista tende a specializzarsi moltissimo fin dal percorso di studi e a restare successivamente nel suo ambito.
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agoràonlus
piccolo dettaglio : un economista specializzato in uno dei campi che tu hai citato secondo te gode della stessa considerazione e della stessa spendibilità sul mercato del lavoro di uno psicologo dell'arte? inoltre tendenzialmente uno psicologo si occupa sempre di più cose contemporaneamente (sappiamo tutti che volenti o nolenti è così soprattutto all'inizio) mentre un economista tende a specializzarsi moltissimo fin dal percorso di studi e a restare successivamente nel suo ambito.
Stiamo passando dalla discussione epistemologica, che avevi avviato (psicologia come pseudoscienza perchè come tale si occupa di temi eterogenei) a discorsi su altri livelli, come il "prestigio sociale" o la versatilità professionale. In primo luogo, non conosco alcuno che faccia lo psicologo dell'arte; scegliamo esempi più equilibrati. Sennò ti potrei rovesciare il problema con un controesempio: ha più rispettabilità sociale lo psicoterapeuta o lo speculatore di borsa ?
Detto questo: molti psicologi si specializzano in un'area e lavorano in quella, così come molti laureati in economia cambiano settore o discipline continuamente nel corso della propria carriera. Conosco numerosi laureati in economia, molti dei quali sono partiti come quantitativisti, sono finiti a fare marketing, si sono spostati nell'organizzazione/risorse umane; altri che sono partiti come analisti di banche d'investimento, che poi sono andati a fare demografia economica, e infine sono passati ad essere giornalisti finanziari.
Così come, all'opposto, conosco ad esempio, persone che si sono specializzate in area neuropsicologica da anni e lavorano solo in quella, e non si sognerebbero mai di inventarsi psicologi del lavoro il giorno dopo, e viceversa.
In sintesi: non sovrageneralizziamo. La psicologia, come disciplina scientifica e come applicazione pratica, è complessa, e non certo esente da problemi. Ma non è certo l'unica, e certi suoi problemi sono meno "problemi" di quello che si può pensare.
I problemi di immagine sociale della psicologia non sono certo quelli della sua ampiezza applicativa, anzi.
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c'è ancora troppa confusione sulla professione di psicologo da parte di altre professionalità....non ho mai visto un collega(psicologo) che pretenda di conoscere tutto lo scibile........semplicemente un bravo psicologo utilizza il colloquio e l' ascolto come supporto per disagi di origine psico sociale (e non patologia).....cerchiamo di rispettare i nostri limiti......tutti........e soprattutto non diciamo che qualcosa ci è escluso (in quanto psicologi) solo perchè non conosciamo la natura dell' intervento che potrebbe essere messo in atto! sarebbe già un bel passo avanti! saluti