Il tuo discorso si riduce, a mio parere, in 1 tautologia: "uno psicologo è uno psicologo", come del resto l'art. 1 "la professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento in ambito psicologico" (geniale!!), non so a voi, ma a me lascia perplesso questo modo di intendere la professione, siccome abbiamo il nostro diploma e l'esame di stato e siamo iscritti ad 1 albo allora possiamo/sappiamo farlo, che poi 1 anno di tirocinio post lauream (ora 6 miseri mesi) fornisca le basi del mestiere mi lascia ancora più perplesso, ma dove avete fatto il tirocinio?!Sicuramente c'è anche 1 questione mia personale in tutto questo argomentare, ma ben venga le questioni personali sono la vera formazione nel nostro lavoro, essendo noi stessi e la nostra parola l'unico strumento del mestiere. Detto questo -e concludo- ci sono alcune formazioni, tipo quella psicoanalitica ma non solo, che non possono per struttura (e non per 1 questione di denaro) essere entro un discorso universitario, credo che quello che anima molti docenti (non tutti, s'intende) delle scuole private sia 1 desiderio di trasmissione e non solo 1 bell'affare per il loro conto in banca, almeno questa è la mia esperienza personale...Tutto ciò che è scritto nel primo articolo della legge che istituisce la professione di psicologo.
Partendo dal presupposto che in questa professione non si finisce mai di imparare resta chiaro, evidente, esatto, che uno psicologo iscritto all'albo è uno psicologo e può fare il lavoro dello psicologo.
Se qualche psicologo non si sente pronto per fare il suo lavoro è un problema personale. Io affermo con chiarezza di avere i titoli per fare quello che faccio (cioè lo psicologo) e non mi sembra proprio di continuare a nascondermi. L'università, certo, è più informativa che formativa ma c'è un anno di tirocinio per apprendere le basi del mestiere. Che poi nessuno più trasmetta liberamente il sapere psicologico perché è più comodo farlo a pagamento dalla cattedra di una specializzazione è un altro discorso.
Credo che finché continueremo a sentirci professionisti "incapaci" benché iscritti ad un ordine il movimento non farà grossi passi in avanti.
Saluti,
ikaro







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