Cara Gaia. Non so se ho ben compreso le tue domande: le evidenzio in grassetto e poi viene un tentativo di risposta.
Le terapie (brevi) intervengono sulla Diagnosi principale, poste sull’Asse I. Poiché spesso questi stessi sintomi sono presenti in molti altri disturbi come manifestazioni sintomatiche di un disturbo di Asse II,
l'attenzione non andrebbe innanzitutto posta alla struttura globale, quantomeno per escludere che sia in lui presente un grave disturbo di personalità, di cui un disturbo dell'asse I non è che una manifestazione sintomatica?
Inoltre, nel momento in cui i clinici delle terapie brevi, pongono attenzione solo a disturbi Asse I, essendo tali sintomi, molto disturbanti in sé, ottenendo anche "scomparse prodigiose" del sintomo, non si sta potenzialmente facendo un errore di impostazione diagnostica e metodologica - anche circa il trattamento- con il pericolo scompensi?
Sono d’accordo con te; bisognerebbe spiegare cosa sono gli scompensi, perché i sostenitori- ad esempio della tbs- affermano che quando capita di intervenire sull’ Asse I, senza aver considerato l’Asse II, mal che vada, la psicoterapia è inutile.
Il mondo della psicoterapia sta diventando, piano-piano, un circo, se si continua così.
Non sono cero di aver risposto. Lucio







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