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Discussione: counseling filosofico

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  1. #10
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: counseling filosofico

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Se consideriamo che la parola possa essere un farmaco per chiarire nodi vitali e confusione esistenziale del soggetto.
    Cosa che si puo' fare solo con il dialogo, e si rivolge a persone non im preda a crisi parossistiche o sotto l'effetto di droghe e farmaci, che ne annullano la capacita' ideativa e discorsiva.

    qualcosa del genere la fanno gli psicologi stessi, gli educatori e qualche prete, nelle comunita' dove operano. Ma non hanno il bagaglio di possibilita' argomentative di un filosofo.
    se è vero che la parola è un farmaco (forse è meglio dire un "mezzo", uno "strumento" non credi?) per chiarire i "nodi vitali e confusione esistenziale", come fai a dire che un filosofo possiede gli strumenti e le conoscenze tecniche per utilizzare questo strumento?
    Se dici che la parola serve al dialogo per curare, è implicito che si parla di un dialogo con un paziente, che quindi ha una sofferenza che può essere classificata in un manuale diagnostico. Quindi un dialogo tra un professionista e un paziente. Altrimenti si tratterebbe di un dialogo tra 2 persone.


    L'individuazuine di una figura di riferimento affettiva e per certi versi carismatica [una funzione genitoriale], e un rapporto che sia caricato di affettivita' e non solo di tecnicismo.
    come fai a dire con certezza che il rapporto tra psicologo e paziente non è carico di affettività????? E' una panzana incredibile, tra psicologo e paziente circola una quantità enorme di affettività. Infatti è questo quantum di affetto in eccesso che deve essere colto e significato attraverso la parola!
    E poi non sono assolutamente d'accordo sul fatto che la "figura di riferimento" debba essere genitoriale. Chi l'ha detto? Ti rendi conto che questo è già un imperativo che non rispetta i bisogni del paziente?



    Ecco perche dico che non c'e' una figura tecnica precisa per questo genere di impegno, ma sopratutto una disposizione a soddisfare questo genere di richieste, che offra anche dei contenuti esistenziali, e non solo soluzioni tecniche o pacche sulle spalle.
    a mio avviso con le disposizioni a soddisfare le richieste dei pazienti non si va molto lontano, e non capisco dove hai appreso che il "tecnico" dà soluzioni tecniche e pacche sulle spalle. Le soluzioni non le dà lo psicologo, se le costruisce il paziente con l'aiuto dello psicologo.
    Ed è questo, secondo me, uno dei limiti della cosiddetta consulenza filosofica (come era già stato detto in questo thread): quello di imporre la propria visione del mondo al paziente, di indottrinarlo (che fra l'altro era uno degli errori fondamentali da evitare, secondo i primi psicoanalisti)


    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Lo psicologo, almeno secondo il mio modesto parere, tende a soffrire di un complesso di inferiorita' nei confronti delle figure sanitarie, per cui cerca una compensazione alla sua frustrazione, nel tecnicismo scientifico e nella medicalizzazione del disagio psichico. Uno dei suoi crucci principali e' quello di non poter prescrivere nemmeno dieci goccie di valium.
    certo che sei coraggioso a scrivere queste cose in un forum di psicologi. Non credi che sia il filosofo a voler scimmiottare lo psicologo?
    Inoltre ammiro la certezza con cui esponi le tue interpretazioni. Piene di tecnicismi, fra l'altro, che invece contemporaneamente continui a criticare.

    Ti ricordo inoltre, a riagion di cronaca, che quando si parola di psicologia si intende la psicologia scientifica che è stata fondata nel 1879 a Lipsia per opera di Wundt. Così come il medico ha i suoi strumenti (i farmaci), lo psicologo ha i suoi strumenti (il colloquio, i test, gli inventari di personalità, l'intervista, il setting, la supervisione, ecc...). Per "curare" la psiche gli strumenti da usare sono questi ultimi e non i farmaci.

    Però ammetto che nella tua costruzione della realtà, la visione dello psicologo come sottocategoria del medico sarebbe un alibi perfetto per la consulenza filosofica.
    Ultima modifica di Johnny : 23-10-2008 alle ore 17.37.32

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