Confermo quanto scritto.
La cura accennata sta nell'offrire orizzonti di senso piu ampi, cioe' diverse possibilita di interpretazione della realta', per uscire da una gabbia interpretativa che espone al disagio, alla paura, al panico.
Si presentano cioe', in modo razionale e retorico, una serie di altre uscite "di emergenza" [emergere dal vuoto], che non hanno a che fare con un aspetto sanitario, ma esistenziale e percio' complessivo.
veramente io avevo scritto: "dove le distinzioni dei ruoli e' tanto chiaro quanto lo e' nell'esercito"(citazione) Io provengo dal campo sanitario, dove le distinzioni di ruoli non e' tanto chiaro (e sei convinto che ciò sia sempre un bene???) quanto lo e' nell'esercito. Per cui so bene dove sta una competenza e dove ne sta un' altra.
E' sempre anche il mio proposito.
Spero solo vorrai considerare le mie argomentazioni - espresse spesso con precisa volontà di scontro dialettico con te - quali utili spunti di riflessione anche per il tuo "pensiero" in proposito.. io, prometto, farò lo stesso con le tue, e quelle degli altri.
Un saluto,
Sergio
Il con-fronto prevede anche lo s-contro e a volte il ri-scontro.
Qualche volta anche l'in-contro. Il tutto in una dialettica che ha lo scopo di chiarire, e non di travisare o occultare.
Quindi alla prossimma![]()








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