Io aggiungerei anche all'etica del singolo psicoterapeuta, che dovrebbe avere una certa levatura morale per svolgere questa professione, propprio perché ognuno, compreso il singolo che adun certo approccio fa riferimento, ha sempre una sua personale idea di bene, oltre a quella condivisa.Io invece non sono affatto d'accordo, innanzitutto perchè mi sembra che si confonda etica e morale, se l'etica consiste fondamentalmente in un giudizio sulla nostra azione è a questo livello che bisogna rispondere: chi è lo psicoterapeuta per dire che cosa è il bene e come si raggiunge? Per quando nobile e moralmente accettabile (ammesso che sia così...), questa posizione è comunque l'esercizio di un potere. Dal punto di vista clinico, inoltre, la cura approda in una identificazione con il terapeuta e con la sua idea di bene. Non mi sembra una cosa da poco...Condivido e aggiungo a mia volta che è proprio questa etica personale del terapeuta (che cosa è il bene e come si raggiunge) ad essere il fattore terapeutico principale.
Saluti,
ikaro







Rispondi citando