Le valutazioni politiche sono differenti rispetto a quelle crudamente aritmetiche del numero di province conquistate o perdute: anzitutto perchè il paragone avviene tra la situazione attuale e quella del 2004, un'era geologica fa, quando la situazione politica era completamente diversa: gli Italiani avevano "assaggiato" il "buongoverno" berlusconiano per ben 3 anni e ne stavano traendo le conseguenze, mentre oggi siamo ad "appena" un anno di di vita del governo....
Inoltre in politica non contano solo i risultati aritmetici, ma anche le, chiamiamole così, "aspettative", misurate dai sondaggi.... E, da questo punto di vista, negli ultimi mesi c'è stato sicuramente un calo, e consistente, in particolare del PDL: che doveva superare di slancio quota 40% ( c'è chi parlava del 45% e Berlusconi si spingeva a prevedere il 50% ) e invece è, addirittura, tornato indietro rispetto ai risultati del 2008, perdendo, in valore assoluto, un elettore su dieci.
Non è, sia chiaro, una situazione esaltante per il PD: ma dimostra che, quanto meno, la lotta di Davide contro lo strapotere mediatico ed economico di Golia ha qualche chance... Soprattutto mano a mano che gli Italiani cominceranno a provare gli effetti del "buongoverno" della destra sulla propria carne viva, ancora più intensamente di quanto stiano facendo adesso: talmente intensamente da riuscire, forse, a distrarli dall'ipnosi televisiva...![]()







