Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
No. Intendo sottolineare l'arbitrarietà di ogni giudizio di valore. Dunque anche di attribuzioni quali ''bene'' e ''male'': la natura non conosce questa differenza perchè semplicemente, rispetto a siffatte cognizioni, essa è ''innocente''. Il ''diritto di cittadinanza'' è una operazione però essenziale e conseguente al fatto che l'uomo è aperto al mondo grazie al processo di differenziazione cosciente: ancora una volta il mito esprime meglio del discorso questi scenari. All'Eden l'uomo vive nell'incoscienza di una condizione indifferenziata (il rispetto della necessità divina che le cose stiano in certo modo). Egli però fin dal principio sa di essere il protagonista di un sacrificio: egli rinuncia al ''sapere'' per godere di una condizione di indifferenziazione con il tutto. Il presentimento e il dubbio che ha, però, non si estinguono mai; cosicchè Eva rompe il sigillo e raccoglie la mela. Ecco: proprio da questo momento ha inizio (per il mito) il processo del ''diver-coscienti'' (Bewusstwerdung-risveglio) che implica il ''riconoscimento della differenza'' e dunque la consapevolezza che il solo processo cosciente (o razionale) non esaurirà l'infinita varietà dell'Altro. Questo è quello che intendevo con ''uguale diritto di cittadinanza''.

Saluti,
Luigi
Come Caino e Abele? (l'Altro straniero in casa propria...)
Oppure, il Vaso di Pandora? I mali, il "vento" e la speranza ....(in genere, considerato il mito più equiparabile a quello di "Eva", nelle tradizioni occidentali).