Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
Non ho detto che sono "incoscienti", non li conosco, io comunque la mano sul fuoco non ce la metterei, se devo essere sincero.
Vuoi conoscerli personalmente o ti basta sapere cosa scrivono per capire se sono "incoscienti"? Se sai leggere l'inglese , ti segnalo il loro rapporto:
http://www.hpc-uk.org/assets/documen...sellorsPLG.pdf
Comunque perchè affiancare psicoterapisti e counsellor? Se sono, come sostenete, professioni che non c'entrano nulla l'una con l'altra? Questo è comunque un punto su cui è bene chiarirci le idee.
Partiamo dall'inizio, cosa si contesta, l'affinità allo psicologo o allo psicoterapeuta?
Ebbene, a me sembra una gran cavolata questa iper-specializzazione e differenziazione, non si capisce più niente, ma non dovevamo aiutare l'utenza a fare un po' di chiarezza? Di questo passo dove arriveremo?
Ma allora che ci stanno a fare gli indirizzi come “psicologia sperimentale”, “psicologia del lavoro”, “psicologia dell'età evolutiva”,”psicologia clinica”,”neuropsicologia”, etc. quando poi si è abilitati a fare tutto.
Anche l'ordine degli ingegneri ha diviso l'albo in civile, industriale ed informatico, permettendone l'iscrizione solo con indirizzi di laurea specifici, e questo in Italia.
Anche tu dici tra l'altro ...
“Convengo che è vergognoso che, ex lege, esistano soggetti autorizzati a fare qualcosa che potenzialmente non sanno fare"

Comunque le specializzazioni nascono quando esiste una domanda consapevole, differenziata e in quantità tale da permettere ai professionisti di approfondire un settore. Certo in Italia, vista la carenza di domanda, non siamo arrivati a questo punto.
Ed è per questo che non si fanno differenze tra le competenze richieste nei vari settori della psicologia.
E probabilmente ci sarà una ragione oscura sul perchè in UK distinguono tra "counseling psychologist" e "counselor", ma forse tra qualche decennio anche noi potremmo arrivarci
Sì, certo.. Dovremo confrontarci (ed è quello che sto facendo), altro discorso è adeguarvisi senza colpo ferire.
Ed infatti è quello che dovrebbero fare gli ordini con le associazioni di counseling: confrontarsi, dialogare.
Tra l'altro quando una famiglia ;-) va dallo psicologo/psicoterapeuta, questi dovrebbe quanto meno aiutarli a farli dialogare. Perchè non fa lo stesso nelle proprie relazioni con gli altri?