Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
Cara Viola,
in clinica non è difficile incontrare nelle sue mille manifestazioni l’impulsività, la tendenza ad agire, la frenesia del fare perché è difficile sostenere un sentimento, un pensiero, una situazione. Io trovo molto utile formulare nel contratto questa regoletta, tratta fra l’altro da Freud, non per condizionare le decisioni del paziente con consigli, ma per capire insieme a lui. E dove “capire insieme a lui” non significa “ti dico io come stanno le cose”, ma co-costruire il senso delle cose.
In che cosa mi è utile? Se ad esempio un paziente vuole lasciare la terapia non mi avvisa per telefono, viene a discuterne in una seduta e mi espone le sue motivazioni, dandomi l’opportunità di esporre le mie considerazioni. A partire da queste motivazioni e da queste considerazioni possiamo capire insieme il senso di questa interruzione terapeutica. Pensa ancora ad un paziente depresso o borderline con tendenza al suicidio o ad atti autolesionistici, talvolta la regoletta è un buon deterrente nel caso in cui esista un certo rapporto consolidato. In alcuni casi, vale come richiamo alla regola accettata e condivisa in presenza di una palese infrazione.
Ciao.
Grazie, così è più chiaro, e capisco che in certe situazioni e in caso di impulsività questa regola sia necessaria... ne avevo frainteso il significato!