Certo, uno se vuole può dire tutto e il contrario di tutto. Però tu hai parlato di verità astorica. Cioè hai attribuito alla psicanalisi il raggiungimento di questa verità astorica; e che cos'è poi questa verità astorica se non qualcosa di non relativo a un particolare tempo, cioè di assoluto?
Poi, come tu stesso confermi, hai parlato di incontrovertibilità, immutabilità, radicalità... Sei tanto sicuro che il terreno filosofico da cui parti non si sia stato rivelato come un presupposto fallace da una certa psicologia, oltre che da un certo "relativismo" filosofico? In effetti è proprio così.
Il fatto che tu adesso cada dalle nuvole e mi venga a dire che non hai mai parlato di nessun possesso dell'Assoluto è "sintomatico": è proprio la pretesa di possedere, in quanto psicanalista, l'Assoluto, che ti fa ritenere che il discorso di uno che non è uno psicanalista come te non possa veramente toccarti: infatti tendi a ritenere le tue parole, i tuoi concetti, assoluti appunto, inavvicinabili da quelli come me.
La questione è davvero di grande rilevanza, convengo con te; si tratta di dover ammettere, da parte dello psicanalista, che non esistono posizioni privilegiate per nessuno, nemmeno per lo stesso psicanalista. Non sempre è facile per tutti.
Ma davvero tu pensi che Freud avesse la verità sui sogni dei suoi pazienti, e anche tu come lui, o non pensi piuttosto che la vostra fosse e sia una (tra le tante) verità? Non pensi che un sogno possa significare mille cose diverse a seconda dei punti di vista e dei momenti? Io sono convinto che la tua sia una pretesa impossibile; e ciò implica che il paziente non debba, in pratica, pendere dalle labbra del suo analista, perché quest'ultimo ha solo una verità tra le tante. O altrimenti si fa teologia, non psicologia (chissà di quale religione, poi, non saprei, ma certamente di una religione un po' superba). Sono infinite le osservazioni pertinenti che si potrebbero fare su un sogno, non c'è nessuna gerarchia con a capo uno psicanalista che possa gestire le interpretazioni riconducendole tutte ad una. Lo stesso dicasi per il resto. Non credo a nessun "vertice", e in particolare la teoria secondo la quale il vertice sia occupato dalla psicanalisi mi fa tanto sorridere: possibile, se ci si vuole proprio illudere, che una teoria psicanalitica sia tanto affascinante? Meglio a questo punto sarebbe la tragedia greca (non solo Edipo), o la musica di Wagner, o qualcos'altro di simile; ma che si possa sognare così per un metodo psicologico è davvero curiosissimo.
Non si tratta poi di avere pensieri di un altro, come dici dopo. Una scelta tra due differenti posizioni psicologiche e filosofiche non c'entra proprio nulla con lo scimmiottare il pensiero di un altro. E' davvero spiacevole quest'altro modo di accantonare il discorso da parte tua.
Se uno ti mostra una cosa, ti ha mostrato una cosa. Ognuno la vede diversa per via di un diverso punto di vista, ma vede proprio la stessa cosa. Il relativismo filosofico non ha niente di personale, come pure la psicologia analitica. Semmai è il tuo pensiero che sfocia continuamente nel personalismo. Se tu dici che la verità raggiunta dalla psicanalisi di Freud non ha niente di storico, non ti pare che tu stia confondendo il tuo tempo con quello di Freud? Non ti pare che sei proprio tu che inclini verso la confusione che invece imputi a me? Forse uno che comprende qualcosa dopo aver parlato con un uomo, sia pure un filosofo, ha scimmiottato il pensiero di qualcuno?
L'ultima cosa che dici d'altronde mostra assai chiaramente la tua posizione: Freud è il Profeta, tutti gli altri dei miserelli incapaci di dire qualcosa di veramente essenziale (e naturalmente, anche gli eredi di Freud sono tutti Profeti), gente che non vale la pena nemmeno sentire, perché tanto la verità è della psicanalisi (anzi di una sola psicanalisi, per essere precisi).
Ognuno ha il diritto di scegliere il proprio Maestro: ma, come diceva Jung a proposito del cristianesimo, non si vede perché il maestro debba essere uno. Perciò ti pongo questa domanda. E se di maestri ce ne fosse più di uno?
Saluti.
Astolfo