
Originalmente inviato da
Char_Lie
Il tuo discorso potrebbe anche reggere ma il fatto che un oggetto sia degno o meno è sempre una persona a deciderlo, non c'è un bene oggettivo presente negli oggetti, siamo noi a valutare cose e persone, e siamo sempre noi a decidere quando "spendiamo" molto o poco rispetto a quello che otteniamo, c'è un'insoddisfazione di fondo che sembra quasi che per voi non possa esistere, ma se è questo "il male" bisogna inquadrare i problemi proprio secondo un'ottica che soddisfi il soggetto stesso, non le vostre teorie (in cui si ricerca una specie di responsabile invece di individuare le azioni che la persona in questione preferisce ed è disposta a mettere in atto per risolvere il problema). Cos'è una relazione "vera", ossia una relazione "soddisfacente" per una certa persona è un'altra volta la persona a deciderlo non voi psicoanalisti, e cosa una persona è disposta a fare per ottenere qualcosa è sempre la persona a deciderlo, se fosse già disposta a far tutto forse non sussisterebbe alcun problema.
Poi secondo me c'è un'errore nella idea di idealizzazione che usi, si idealizza quando si crede qualcosa di falso riguardo ad un certo oggetto, mentre la dinamica che descrivi sembra più quella di una persona che ha certe aspettative e queste vengono poi deluse dalle persone con cui si mette in relazione, le aspettative non sono proprio un'idealizzazione, sono un po' il motore che ci spinge a cercare quello che vogliamo: vediamo un frutto dall'aspetto invitante (ci aspettiamo un buon sapore) lo assaggiamo e poi lo sputiamo via perché era in realtà una schifezza, prima non potevamo saperlo che era amaro e non di nostro gradimento ma avevamo certe aspettative che speravamo di soddisfare con quell'oggetto, se poi l'oggetto/frutto soddisfa le aspettative ci soffermiamo e diamo qualche altro morso.
L'idealizzazione consiste invece, secondo me, nella presenza prolungata di certe credenze, riguardo a certe virtù di un oggetto, persona o altro campate in aria. Si assaggia un frutto, si constata che è amaro ma si continua magari a mangiare comunque quel frutto non sputando via il boccone perché magari non c'è nient'altro da mangiare quindi si idealizza ricamando idealmente sul cattivo sapore del frutto chissà quali virtù (che soltanto la persona in questione nota) per sopportarlo. Si costruiscono una serie di vantaggi fittizi nei confronti di certe caratteristiche che normalmente si riterrebbero semplicemente sgradevoli.
Saluti