Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
Guarda io proprio così l’ho interpretato e proprio per questo in generale credo che sia una stupidaggine credere in cose del genere. Le peggiori esperienze possono essere rappresentate nell'essere rinchiusi in campi di prigionia e magari sottoposti a torture varie ed amputazioni di ogni genere, per una donna potrebbe essere l'esperienza dello stupro e così via. Sarebbe buona cosa che prima o poi qualcuno istituisse un bel campo di prigionia per portarci tutte le persone che la pensano così ed è bene anche che gli aguzzini ricordino a questo tipo di vittime che è un bene per loro quello subiscono, che non devono chiudersi a riccio, sono tutte occasioni per aumentare la loro consapevolezza.
Molte persone dai campi di sterminio ci sono uscite vive, ma sinceramente non credo che abbiano avuto una consapevolezza maggiore venendo quindi fuori da queste esperienze fortificate, per quanto queste non si siano chiuse a riccio.
Per questo avevo usato l'espressione un po' ironica "filosofie di vita basate sulle mazzate" perché gratta gratta il senso è quello: la sofferenza viene ritenuta sempre un elemento educativo che amplifica esperienza e consapevolezza, chi poi da certe forme di violenza che producono sofferenza non è disposto ad imparare nulla è visto con sospetto.
Secondo me il male nelle sue forme più violente ed aggressive, spesso va lasciato essere quello che è… Male, dargli un senso positivo per me è un'operazione che ci impedisce di osservarlo nella sua negatività e riuscire quindi a pensare come sfuggire. Ma poi se il riccio ha escogitato quella strategia per difendersi, non credi che comunque serve a qualcosa? Là dove si è colpiti da un'aggressione può andar bene anche la strategia del riccio che chiudendosi dietro la sua barriera di aculei per un po' cerca di minimizzare i danni, se un riccio si aprisse sempre all'esperienza del male magari potrebbe anche sopravvivere ma finirebbe solo malconcio e non fortificato.

Saluti
Però il riccio potrebbe correre il rischio di continuare ad utilizzare quella strategia - valutata come vincente -anche di fronte a ciò che gli appare solo come un pericolo avendone la parvenza per analogia pur non essendolo, non possedendone un'altra - considerandola in caso, impropria o insufficiente ad es. - e quindi, di rimanere prigionero della sua stessa strategia; potrebbe non accorgersi più della cosidetta provenienza del male, di ciò che lo osteggia nel rapporto con il mondo, cioè da cosa si sta di fatto difendendo.