Ma guarda Charlie che in certi punti dici le stesse cose che sostengo io.
Il "deve" che ti ha fatto saltare il sangue agli occhi è un deve consequenziale, non imperativo. Se riesci a leggere veramente quello che ho scritto, il dover portare il gesso presupponeva già la valutazione soggettiva della persona dell'intensità del suo dolore. Perché altrimenti non si capisce perché uno che sa già che comunque non si ingesserà mai debba andare dal dottore per fare una diagnosi. Personalmente, io non vado al pronto soccorso tutte le volte che urto il mio braccio; ci vado quando il dolore è forte e presuppongo che ci possa essere qualcosa di rotto, nel qual caso sono disposta a farmi ingessare. Se poi ho valutato eccessivamente il mio dolore ed è solo una contusione, certo non porterò il gesso.
Per quanto riguarda l'esempio del ladro, tu chiedi: "c'è qualcosa di meglio per lui?". In pratica questo ladro non sa cosa sia meglio per lui, lo chiede ad altri e quando altri rispondono lui contesta il fatto che lo vogliano consigliare. Non ha logica, se non quella di un'enorme sofferenza di cui non ha ancora consapevolezza.
Può darsi che io stia consigliando paternalisticamente, come può darsi che ti valuti una persona in grado di valutare da solo quanto un altro ti può dire. Forse è quello che vuoi vedere perché ci vuoi trovare il consiglio. Personalmente, propendo più per il fatto che io stia consigliando più me che non te, ma seguendo la tua logica, se io adesso ti sto consigliando ipoteticamente senza accorgermene, tu, rifiutando ogni interazione che ti viene rivolta, accusando di giudizi e quant'altro, cos'è che fai senza accorgertene?
Saluti







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