Ad esempio esser cacciato via da una seduta prima che scadesse il tempo. Esser trattato male nelle sedute successive senza la consueta gentilezza che c'era stata nelle sedute precedenti. Questi atteggiamenti ci sono è inutile poi far finta di nulla.Originalmente inviato da RosadiMaggio
Comunque io quello che ho capito da questa esperienza è che non si può avere una relazione trasparente con nessuno, compreso l'analista, al paziente non è detto che faccia bene dir tutto quel che pensa, omettere qualcosa può essere un bene o un male a seconda del contesto, non rappresenta necessariamente una mancanza di fiducia, spesso rappresenta solo un modo per mantenere in piedi e sostenere certe situazione che altrimenti crollerebbero.
L'analisi stessa secondo me non rappresenta un contesto in cui è sempre bene non omettere nulla, perché l'analista è una persona in carne ed ossa come le altre e la stessa relazione non può divenire un qualcosa di asettico e astratto in cui si analizza soltanto quel che accade (questo lo si può fare solo forse da soli coi propri pensieri), si è coinvolti in prima persona in essa e anche solo parlare e dire qualcosa, discutere ed esprimersi rappresenta un agire nei confronti dell'altro.
Parlare con qualcuno dei propri guai fa indubbiamente bene, ma certe relazioni bisogna comunque coltivarle sempre tenendosi sul crinale del detto e del solo pensato e non detto, dire equivale ad agire, il dire qualcosa a qualcuno ed informarlo rappresenta già un passo in più ed è un'azione rispetto al solo pensare quel che si pensa, tanto è vero che rappresenta addirittura un reato esprimere certi pensieri, emozioni e sentimenti in svariate comunità umane.
Saluti







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