
Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Credo di citare Ras. In riferimento a questa frase: “Forse, la differenza reale, sta nel fatto che mentre lo psichiatra, rispetta l'etica di comunicare al paziente il disturbo di cui soffre, cosa che puo' fornire un notevole contenimento, in certi casi, molti psicologi ma soprattutto, psicoterapeuti, non hanno invece qs forma di rispetto verso i loro pazienti, nonostante sia prevista dal regolamento della carta etica dei comportamenti da tenere, parandosi ad es., dietro il fatto che "quel" tipo di terapia, non prevede un'iniziale valutazione diagnostica da comunicare al pz, cosa che invece essi fanno dentro di se', e che la diagnosi avverra' nel corso del tempo, qd un pz, puo' gia' ritrovarsi in un tipo di terapia, che se avesse potuto scegliere, ad es., non avrebbe mai fatto.”, vorrei dirti che non è prerogativa esclusiva degli psichiatri comunicare il disturbo, credo che molti psicoterapeuti che non credono alla teoria dell”etichettatura”, lo facciano; certo che più che comunicare un nome è importante specificare i processi da seguire nel percorso psicoterapeutico e informare quali sono le variabili che determinano il disagio.
Ciao.