Comunque anche io certe volte ho pensato che se il mondo è davvero così distante da quello che immagino, anche se finisse distrutto non si perderebbe molto (giudizio mio, ad altri vedo che piace tanto così com'è).
L'unica cosa che mi dispiacerebbe è che insieme a questo mondo qua finirebbe anche l'immagine diversa che certi esseri umani riescono ancora con forza ad opporgli, anche l'immagine sadica di questa apocalisse, dettata dal sentimento di impotenza, di insopportazione e di imperfezione di quel che abbiamo attorno (che rende addirittura piacevole questa distruzione) non potrebbe ripetersi.
Magia dell'immaginario, al cinema vediamo questo mondo cattivo finire, dissolversi in vari modi, in polvere, sotto le acque, esplodere... E noi siamo, nonostante tutto, ancora qui a parlare perché questa distruzione non è mai realmente avvenuta.
In fin dei conti si vorrebbe distruggere quel che c'è di brutto in questo mondo, ecco tutto... I malinconici non amano la distruzione in sé, odiano solo certe cose che si trovano qui e vorrebbero poterle cancellare con un colpo di gomma, come se fossero tracciate su di un foglio da disegno. E' una malattia questa? Non esser felici di quel che c'è? Per me forse è più malato chi si dice di star bene, che dovrebbe star bene senza capire che il dissidio è molto più fondamentale e radicato nell'esistenza di quel che crede qualche psicoterapeuta: quattro chiacchiere con qualcuno per autoristrutturarsi, identificando il problema dentro di sé, non bastano più, togliere questo male potrebbe richiedere un cambiamento radicale del mondo che conosciamo. Se certe leggi (sociali, fisiche o di altro tipo) per l'individuo sono opprimenti e non possono cambiare, si sarà sempre succubi di queste leggi, non c'è soluzione e cura se restano identiche.
La tristezza per questi vuoti rimane e non si cura più se il mondo è così e basta, non c'è nulla più da capire, anzi si capisce che quel che si desiderava tanto non c'è, e quel di cui ci si lamentava non si può togliere davvero, ci sono svariati buchi neri nella trama del reale per il soggetto e questi buchi qua può darsi che non li si chiude più.
Saluti







Rispondi citando