Cari colleghi e colleghe,
sono indignata.
Con tutti i disastri che stanno accadendo c'è bisogno di aiuto concreto.
Noi laureati in psicologia possiamo solo aspirare al volontariato?
... ma perchè in questo paese è tutto così paradossale... maledizione!
Io partirei da Torino anche domani per andare a Messina ma non posso permettermi di pagare anche per lavorare. Ci rendiamo conto che è una contraddizione in termini?
Si pagano tasse, libri, domanda per discutere tesi di laurea, contriubuti anche per il tirocinio, mantenimento per un anno di lavoro gratuito, esame di stato, scuola di specializzazione (per chi può permettersela..) e nonostante la volontà tipicamente autolesionistica che non scompare mai, devo sentirmi completamente impotente di fronte alle persone che hanno bisogno di sostegno?
C'è chi pensa che facciamo solo parole e mi si torce lo stomaco ma temo abbia ragione, visto che nonostante molti di voi (io non ancora) paghino ogni anno l'iscrizione all'Albo/Ordine professionale non c'è tutela neanche per la categoria stessa.
Possibile che la nostra preparazione non basti mai? Va bene, dobbiamo e possiamo sempre migliorare ma i traumatizzati o chi necessita di coordinamento nell'intervento psicologico nei luoghi del disastro, non può aspettare!!!!!!!! E noi dottori in psicologia del lavoro, clinica, evolutiva ecc. abbiamo diritto di lavorare con dignità!!!!!!!!







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