Ho letto attentamente tutta la discussione dagli inizi e credo si sia andati sempre più verso un livello di eccessiva intellettualizzazione.... Ed è per questo credo che si sente la difficoltà di comunicazione più profonda e di comprensione tra voi tutti... In realtà sembra essersi creato quello che non deve avvenire in una stanza di terapia... Sembra che ognuno voglia far prevalere la sua verità senza lasciar aperture vere... Forse avete fatto crollare una baracca e cercate un architetto che vi restituisca un castello, ma credo che ognuno qui abbia i suoi strumenti ed un'idea per procedere... Durante un'analisi credo che il terapeuta possa fornire degli strumenti mancanti ma non debba sostituirsi all'altro nel tirar su la sua nuova baracca o villa che sia... Può sostenerlo col il suo esserci, incoraggiarlo, guardarlo lavorare indirizzandolo dove quello ha più difficoltà, ma quello che nascerà alla fine nè il primo nè il secondo possono saperlo. Ognuno di noi è diverso e l'incontro di due persone da luogo ad una esperienza sempre peculiare ed unica che apre ad infinite possibilità, sta ad entrambi trovare quelle più funzionali. La consapevolezza di entrambi è sempre sfumata ma spesso il dialogo inconscio gioca un ruolo importante, ma non è tanto il capire che permette il cambiamento quanto il saper sentire credo, cogliere le nostre ed altrui sensazioni, reazioni, emozioni ci permette di toccare livelli più profondi di conoscenza.