
Originalmente inviato da
Johnny
fosse per me, anche in Italia limiterei l'accesso a corsi di counseling ad alcune lauree, non necessariamente solo quella in psicologia. Sarebbe sempre meglio della situazione attuale, in cui possono accedere tutti. Poi ovviamente ci sono scuole più serie, e alcune meno serie, alcune sono più selettive, altre meno e lo si vede anche dal programma didattico. D'altronde se
non esiste una legislazione specifica ogni scuola si organizza come piuò.
queste differenze, credo, sono dovute anche al fatto che in altri Paesi non esiste come in Italia l'ordine degli psicologi, sono realtà completamente diverse
ti riferisci al lavoro dello psicologo che include la realizzazione di progetti che in genere hanno una "portata" sociale? Se è questo, il "progetto" è una delle prove dell'esame di stato, quindi è autorizzato a svolgerli. Certamente la realizzazione di questi progetti avviene secondo un'ottica "psicologica"; difatti nella premessa, in cui viene descritta la situazione, gli obiettivi, il contesto, ecc...in genere deve essere esplicitata la teoria di riferimento da cui derivano gli strumenti di intervento (ad esempio, in un progetto di prevenzione del bullismo, si può fare riferimento alla teoria umanistica di Rogers, vedendo i comportamenti devianti come espressione di una mancata realizzazione del Sè, da cui derivano gli strumenti di intervento, che in questo caso sarebbero discussioni di gruppo, creazione di un ambiente facilitante, ecc...).