Per riallacciarmi alla discussione con Megiston riporto una lettera di Gregory Bateson reperita in rete
qui scritta per "dare un consiglio ad un amico di una ragazza di 21 anni suicidatasi otto mesi prima. La lettera di Bateson è una risposta alla lettera di questa persona che chiedeva aiuto e chiarimento di fronte alla sensazione di aver fallito nel tentativo di aiutare la ragazza in questione."
Non condivido diverse idee espresse in questo articolo, però questa lettera esprime un punto di vista interessante. Da un lato uno psicoterapeuta spesso tenta di far
guarire un paziente da una qualche mania di onnipotenza, ma lo stesso terapeuta non è spesso malato a sua volta di una mania di onnipotenza ancora più grave (nei confronti della teoria che segue) supponendo di essere capace di far cambiare qualcun altro profondamente, oppure farlo divenire un soggetto (da burattino mosso da fili ad essere umano indipendente) o altro ancora?
Il tentativo di modificare quel che si sente, l'appianare le opposizioni avvertite genuinamente nei confronti di malattia, morte, sofferenza ed altro tramite il controllo di un qualche soggetto che dovrebbe imporre all'individuo di amare tutto o di sentire e giudicare diversamente da come sente e giudica, chi aiuterà davvero? Probabilmente qualcun altro, non certo l'intera persona che si afferma di aver intenzione di aiutare.
Saluti