Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
da qui, ciò che possiamo costruire come nuovo (terzo analitico? oppure i riferimenti che altri fanno del "simbolico"?) mi suscita qualche perplessità. anche perchè in una logica di sistemi autorganizzati (o autodisorganizzanti?) la logica rimane sempre quella autoreferenziale, in cui non ha senso parlare si veri e propri input e output, in quanto il soggetto rimane un sistema selettivo al punto di selezionarsi le perturbazioni che possano in una logica di somiglianza/simultaneità collimare con i propri schemi emotivi/mnestici/motori.
Siamo credo d'accordo su quali fossero i limiti del modello cognitivo-comportamentale. Rispetto al cognitivismo post-razionalista credo però che il tema critico, almeno rispetto ai modelli relazionali in psicoanalisi, sia la sottolineatura della dimensione autoreferenziale del sistema. Che è presente, ci mancherebbe, ma affiancata dall'etero-referenzialità dettata dalla relazione circolare con l'Altro, come mostrano gli studi dell'infant research. E' da questa preziosa fonte che si può giungere ad un processo che contemporaneamente consente di mantenere l'identità soggettuale e di perturbarla permettendo processi di trasformazione. Ed è proprio l'enfasi su questi ultimi aspetti, più che sul processo di autocoscienza in sè, ad essere specifico campo di interesse dei modelli psicoanalitici contemporanei.

Saluti