Mi verrebbe da fare una precisazione o più che altro fornire un'opinione. L'organizzazione relazionale dello psichico implica, per Jung, una configurazione complessuale dell'individuo. Ma questa organizzazione-struttura (inconscia) prevede che la si mantenga attraverso investimenti e disinvestimenti libidici (stadi evolutivi). Questa libido si configura si come a-sessuale ma allo stesso tempo, alimentandosi i complessi di relazioni (primarie ecc ecc..), essa può tranquillamente essere definita in termini ''pulsionali'' (energetici). Quindi, direi che l'organizzazione relazionale dello psichico, come tu rilevi, rimane sempre e comunque una ''organizzazione desiderante'' giacchè nessuna struttura potrebbe di per sè ''agire'' se non motivata. Ho spesso fatto cenno al fatto che la dimensione ''motivazionale'' (desiderante) può essere tranquillamente ricondotta ad un movimento (e-mozione) che procede da una ''insufficienza costitutiva'' (ex-movere). Questa è per me l'origine del desiderio: insomma, prima del sessuale (come inteso da Freud e quindi fuor da ogni metafora in questo caso particolare) c'è questa dimensione del pulsionale intesa (in senso simbolico, come tentativo di riunire gli opposti psichici) come un continuo emergere, trascendere una condizione di insufficienza per raggiungere l'altro. L'angoscia più primitiva è quella di chi vede minacciato, frustrato sul nascere questo movimento ''tensivo'' (che è poi la matrice di ogni essere ''Io'' inteso come referente essenziale e campo unificatore d'esperienza)...mi viene in mente, a tal proposito, la fase schizoparanoide della Klein ma sempre con dovute contestualizzazioni...vabbè! Mi defilo!
Saluti,
Luigi